2 – Il programma di Laura, lavoro, famiglia, giovani ed anziani

La presentazione in sala del programma ha poi virato anche su tutte le altre tematiche. “Dobbiamo pensare anche ai nostri giovani, cui non riusciamo ad offrire una valida opportunità di lavoro – ha invitato a riflettere Laura Bordoli – Per loro abbiamo pensato a borse di lavoro, progetti per le microimprese in coordinamento con la Camera di Commercio, dare spazi nuovi alle giovani imprese che vogliono misurarsi con il mondo reale. Finanziamenti per lo start up delle aziende giovani; vogliamo trattenere i giovani bravi sul nostro territorio. Non vogliamo diventare un dormitorio! Per agevolare turisti e lavoratori abbiamo poi voluto il wi fi libero, in centro ma non solo”. Immediato e spontaneo l’applauso dei moltissimi giovani presenti all’incontro.

“L’attenzione alla famiglia sarà fondamentale. Noi non vogliamo togliere e tagliare servizi per le famiglie e le persone in difficoltà. Non serve distribuire risorse a pioggia ma occorrono interventi mirati, facilitando l’erogazione in modo equilibrato delle risorse disponibili, integrando le offerte con quanto di buono e bello fanno le realtà associative sul territorio. La famiglia per noi è importante, così come è, con i suoi bisogni e con le sue difficoltà. La famiglia deve tornare al centro delle politiche sociali. per questo abbiamo inserito il sostegno ai giovani e alle nuove coppie under 30, con aiuti concreti ed economici”. Giovani ed anziani hann entrambi una parte di rilievo in un programma all’insegna della concretezza. “I giovani hanno voglia di confrontarsi, di avere spazi dove potersi riunire, discutere, stare in compagnia, suonare: la socialità che vogliamo promuovere è quella di fare gruppo. Non è vero che i giovani sono solo quelli che fanno baccano la notte. Per quanto riguarda gli anziani, invece, hanno dato tanto sin qui e quindi ora tocca a noi aiutarli: è un dovere. Coinvolgeremo tutti coloro che intendono la terza età non come la fine di un percorso ma come l’inizio di una nuova fase. Non chiuderemo le sedi delle circoscrizioni, anzi le trasformeremo in una sorta di ambulatorio dove poter controllare i flussi vitali”.