E Rapinese cita “Cicciolina e Hitler”

Confermandosi “onemanband” e forse più pronto per i palcoscenici teatrali di tutta Italia che per le sale di Palazzo Cernezzi, Alessandro Rapinese, è entrato in takle a piedi uniti durante il faccia a faccia via web al quotidiano La Provincia, portando però a casa una scivolata censurabile. Dimostrando grande conoscenza in materia, ha citato infatti raggiante nella sua raffica iniziale, alcuni nomi di “politici” ”Cicciolina e Hitler”, a lui noti.
Nulla da discutere sulla cultura storico politica del candidato sindaco, ieri per l’occasione ben sbarbato del suo scozzese rosso vello, ma, a dir il vero, forse Como si merita qualcosa di più…. Dopo la scivolata iniziale di Rapinese, il confronto televisivo si è poi arricchito di divertenti siparietti durante il quale il conduttore Francesco Angelini ha dovuto spesso riportare nei ranghi l’ormai consueto sermone rapinesiano che “partito da Trento finiva puntualmente per concludersi a Cefalù”. Spostato su tematiche amministrative, Rapinese non ha invece saputo rispondere alla domanda su eventuali alleanze pre ballottaggio ed è andato paurosamente in difficoltà (dopo aver dato del “poco intelligente” all’uscente sindaco Bruni) alla richiesta di chiarimenti su come mai, a suo tempo, non avesse firmato la sfiducia al sindaco, mettendo in difficoltà i colleghi di opposizione. Seppur a sprazzi, ancora una volta anche il dibattito televisivo ha confermato che dietro l’invidiabile verve di “sgarbiana memoria”, Rapinese lascia trapelare quell’ego più da neo “re sole” che “novello Masaniello” e quella confusione mentale che purtroppo pregiudica tutto il suo attivismo e la sua passione politica. Si autodefinisce “nuovo e rivoluzionario”, ma poi si lascia sfuggire che è nella mischia da 18 anni; si dice contro a tutti quei politici che sono attaccati alla “cadrega”, ma poi afferma sui media che appena eletto sindaco chiuderà la partita Iva (ma non è un po’ troppo presto per smettere di lavorare a nemmeno 40 anni per vivere di sola politica?). In puro contraddizionismo rapinesiano, inizia lo show attaccando frontalmente Laura Bordoli anche sul personale, dichiarando però di nemmeno conoscerla, per poi concludere il duello televisivo proponendosi per baci e abbracci.

Candidato: Alessandro Rapinese

Un Titolo per lui: “Il caos disorganizzato”.

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