Giorgia Meloni a Como per Laura Bordoli

Davanti ad una sala convegni di Villa Geno decisamente stipata di giovani, l’onorevole Giorgia Meloni, già ministro alla Gioventù nell’ultimo governo Berlusconi, ha letteralmente incantato i presenti in occasione della sua visita a sostegno del candidato sindaco del PdL, Laura Bordoli. “Ringrazio Giorgia per essere venuta qui – ha detto introducendo l’ospite, Laura Bordoli, candidato sindaco del PdL a Como – Ci tenevo moltissimo ad averla qui, perché la sua presenza è di stimolo per tutti noi, che abbiamo voluto inserire nel nostro programma elettorale diversi temi dedicati alle donne e ai giovani, in cui crediamo e a cui chiediamo di avere coraggio, di non essere sfiduciati per la situazione economica e lavorativa: occorre reagire e lo faremo insieme! Per questo nel nostro programma non mancano iniziative mirate e pensate per loro, dallo studio, alla casa, alla nascita di microimprese con sostegni, all’inserimento nel mondo del lavoro”. La parola è poi passata all’ospite illustre, che subito ha conquistato i presenti. “Sono colpita da questa folta presenza. Ci tenevo particolarmente ad essere qui per Laura, per Franco Renzetti e per tutti i ragazzi della Giovane Italia – ha esordito Giorgia Meloni – Laura rappresenta l’anima bella della politica. Oggi si parla di politica forse nella stagione massima dell’antipolitica. Si commette l’errore di confondere i politici con la politica. Si fa qualunquismo ed è estremamente pericoloso. L’indignazione cui assistiamo oggi se rimane tale, è fine a se stessa. Diventa inutile. Se dà invece vita a qualcosa di buono, nuovo, utile, ecco che allora diventa costruttiva e indispensabile. Io per esempio ho iniziato a fare politica nel pieno periodo di Tangentopoli, nell’epoca delle stragi di Borsellino e Falcone. Ho iniziato a fare politica proprio perché mossa da questo senso di antipolitica, cui però bisogna dare risposte, non ci si può fermare lì. Oggi forse possiamo avere dei politici che non ci piacciono, ma la politica rimane alla fine l’unico strumento per far sì che l’indignazione sia l’inizio di qualcosa. Lo diceva anche Sant’Agostino! Per decidere che si vuole costruire una realtà diversa, occorre scegliere la strada del rimboccarsi le maniche. Oggi c’è qui accanto a me una persona come Laura che sceglie di rispondere, in un tempo difficile come questo, dandosi da fare, realizzando qualosa di concreto che possa cambiare la vita della gente. E che sceglie di farlo sulla base di una visione del mondo e di alcuni valori condivisi”. Tambureggiante, determinata e decisamente convincente, l’ex ministro ha poi proseguito nella sua analisi del mondo giovani, del resto argomento del proprio ultimo libro. “In questi anni ho visto tanti giovani e credo che siano la parte migliore della società italiana. Certo occorre anche che la classe politica si debba rifondare, per meglio dialogare con il popolo italiano, perché ci son da cambiare molte cose. Ma proprio in una scelta di cambiamento i giovani sono fondamentali. Noi oggi paghiamo trent’anni di conduzione politica in cui il sistema pubblico è stato stipato più del dovuto. Per trent’anni si è consentito di mandare in pensione gente a 50 anni con l’80% dell’ultimo stipendio, mentre ora i giovani devono lavorare fino a 70 anni e andranno in pensione con il 40%. Per tanti anni nessuno ha fatto nulla, abbiamo dovuto noi nell’ultimo governo introdurre tante novità. Come ministero, pur senza portafoglio, abbiamo stanziato 300 milioni di euro per progetti di sostegno. Abbiamo introdotto il principio meritocratico, di cui ne trae vantaggio la stessa azienda che assume. I giovani non vogliono le raccomandazioni ma chiedono solo di avere un’opportunità”. Sommersa dagli applausi di una platea incantata dalla verve dell’onorevole, Giorgia Meloni ha poi concluso il proprio intervento testimoniando che: “E’ un tempo in cui il ruolo delle amministrazioni locali diventerà fondamentale per portare avanti progetti di rinnovamento pensati su una visione futura. Dobbiamo sapere che tipo di città avremo e quale Como vogliamo costruire. Dobbiamo impegnarci tutti a ricostruire il valore della politica. Questa campagna ha questo valore: riscoprire la straordinaria voglia di partecipazione dei comaschi. Laura oggi è il volto e il nome con cui un’intera identità, un’intera comunità si candida. Non vi chiedo di votarla ma di accompagnarla, di essere sempre con lei, camminando al suo fianco; questo è lo strumento migliore per raggiungere le piccole cose e avere quel senso di appartenenza, perché tutti siamo un anello della catena. Dobbiamo ripartire dal concetto di NOI, come diceva Giorgio Gaber”.