Le menzogne di Gaddi a La7: il sostegno degli altri candidati

“L’Infedele” è sbadato… Dando la possibilità a Sergio Gaddi, seppur a tarda ora e seppur in pochi istanti, di divulgare menzogne a livello nazionale a proposito delle uniche Primarie tenutesi in Lombardia dal PdL, La7 ha di fatto dato il via ad una lunga serie di proteste da parte degli oltre 1900 comaschi che lo scorso 4 marzo avevano indicato Laura Bordoli come miglior candidato sindaco per il PdL. Quanto alla veridicità dell’esito trasparente delle Primarie, nelle scorse ore e nei giorni precedenti, sono arrivate testimonianze di solidarietà al candidato sindaco Laura Bordoli da parte di diversi candidati presenti anche nelle altre liste in corsa per Palazzo Cernezzi. Una correttezza quindi, quella di Laura Bordoli, come persona così come candidato, che non può certo essere scalfita da poche deliranti esternazioni e che, al contrario, in queste ore sta raccogliendo consensi trasversali da moltissimi candidati anche di liste antagoniste. Moltissimi i messaggi di solidarietà ricevuti così come i post sui social network, molti dei quali lasciati proprio da donne, particolarmente risentite dall’atteggiamento mostrato da chi, non sapendo accettare la parola sconfitta, non ha saputo nemmeno mantenere una parola data in precedenza.

Questa la nota fatta recapitare in questi minuti sui tavoli di Gad Lerner e che sarà oggetto di interesse della prossima puntata (a Pasquetta non andrà in onda) dell’Infedele, programma di La 7.

“In occasione delle primarie del PdL a Como, le cui modalità erano state concordate per tempo con tutti, il 4 marzo 2012 il candidato Laura Bordoli ha vinto con abbondante distacco contro il candidato Sergio Gaddi (1943 voti contro 1483). Per l’occasione, il metodo e il regolamento sono stati concertati dall’onorevole Valducci (viceresponsabile nazionale degli enti locali) insieme ai vertici e agli organi preposti, scegliendo di mandare  per due giorni due ispettori a Como per verificare la regolarità di location e modus operandi, e per gestire anche la fase di spoglio, alla presenza tra l’altro del coordinatore regionale Mantovani, dei due consiglieri regionali Rinaldin e Pozzi, oltre al vice coordinatore provinciale Tambini. Per tutto l’arco della giornata numerosi giornalisti locali e persino corrispondenti di testate nazionali, hanno testato la sicurezza del meccanismo di voto. Il sistema on line ideato dal PdL, infatti, caricato nei giorni precedenti con tutti i nomi degli iscritti alle liste di aventi diritto voto a Como, oltre a consentire il voto quindi ai soli effettivi elettori comaschi, non consentiva nemmeno il doppio voto. Insomma un sistema anti truffa che ha riscosso applausi a livello nazionale. Per poter votare, dopo aver esibito un documento di identità, i comaschi venivano riconosciuti dai quattro incaricati (due per ogni candidato) chiamati ad accertare l’identità del votante. Sistema a prova di qualunque truffa, dunque. L’organizzazione delle Primarie del PdL, unico caso in Lombardia, ha raccolto i complimenti, non solo dei vertici nazionali PdL, per la trasparenza e la precisione delle modalità adottate, che hanno prodotto un esito certo, leale e onesto.  Dal momento di quell’esito, purtroppo, assistiamo al livore di una persona che, dimostrandosi poco uomo, non accetta la sconfitta (forse perché battuto da una donna?) e arrampicandosi sugli specchi racconta menzogne che ledono la dignità di tutti quelli che hanno ratificato il voto dei comaschi e degli stessi cittadini di Como che hanno sancito un esito indiscutibile. Il rinnovamento promosso dalla dottoressa Bordoli, candidato espresso dalla società civile, parte proprio da qui: dal voler mettere fine alle battaglie condotte non per gli ideali e i progetti della città bensì per le seggiole e le poltrone”.