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Anche Maurizio Lupi a Como per fare il tifo per Laura!

Maurizio Lupi, sarà a Como lunedì 30 aprile

Ci sarà anche l’onorevole Maurizio Lupi, vice presidente alla Camera dei Deputati,  nell’elenco dei big del PdL che nei prossimi giorni sarà presente a Como per sostenere la candidatura di Laura Bordoli a sindaco di Como. L’appuntamento con il n.2 alla Camera è previsto per lunedì 30 aprile, alle 21, presso il ristorante Villa Geno di viale Geno. Nell’occasione l’Onorevole Lupi farà il punto della situazione politica nazionale e porrà l’accento sulla situazione socio economica del territorio lariano, lasciando intravedere possibili interventi ed azioni congiunte per un rilancio di tutto il Comasco.

Bersani fa il politicante in piazza, Bordoli invece si rimbocca le maniche

"La cultura del fare": panchine, pergolato e tavoli rimessi a nuovo

Consensi unanimi da parte dei media, ma soprattutto dei cittadini per l’iniziativa “Prendiamoci cura del bene in COMUNE” che ha visto il candidato sindaco del PdL Laura Bordoli, ieri al lavoro per rimettere a nuovo i giardini pubblici di via dei Mille-via Anzani insieme ai propri candidati consiglieri e alcuni sostenitori, proprio mentre in piazza Cavour, Bersani, il segretario nazionale del PD, faceva il solito politicante venuto a fare propaganda in perfetto stile Prima/Seconda repubblica, cioè senza portare alcun valore aggiunto al territorio, nessuna indicazione di rinnovamento ai candidati della sinistra. Nulla di nuovo sotto il sole dunque. Diverso invece l’approccio di Laura Bordoli, che confermandosi la vera, e probabilmente la sola (visti i pluri mandati già spes negli scorsi anni dai vari Lucini, Gaddi, Rapinese, Mascetti, Molteni, etc etc) novità di queste elezioni amministrative, ha scelto come sempre un profilo basso, alla comasca, mettendosi nuovamente in gioco con un’iniziativa che vede il bene della città al primo posto, prima di qualsiasi comizio elettorale. maniche rimboccate, pertanto e tutti pronti a ridare un look almeno dignitoso ai giardini pubblici all’angolo tra via dei Mille e via Anzani. In attesa di spostare il “tour” in pieno centro storico, il prossimo 2 maggio nei giardini di via Perti, proprio di fronte a Palazzo Cernezzi, sempre nel pomeriggio, ecco i primi commenti dei principali quotidiani locali. Sul web, poi, sia le radio sia i portali di informazione hanno reso omaggio al buon gusto della squadra capitanata da Laura Bordoli che, mentre tutti parlano, hanno invece voluto prima di tutto…. darsi da fare!

Nel pdf allegato ecco i due articoli pubblicati dal Corriere di Como e dalla Provincia.

RASSEGNA STAMPA ODIERNA

Giorgia Meloni a Como per Laura Bordoli

Davanti ad una sala convegni di Villa Geno decisamente stipata di giovani, l’onorevole Giorgia Meloni, già ministro alla Gioventù nell’ultimo governo Berlusconi, ha letteralmente incantato i presenti in occasione della sua visita a sostegno del candidato sindaco del PdL, Laura Bordoli. “Ringrazio Giorgia per essere venuta qui – ha detto introducendo l’ospite, Laura Bordoli, candidato sindaco del PdL a Como – Ci tenevo moltissimo ad averla qui, perché la sua presenza è di stimolo per tutti noi, che abbiamo voluto inserire nel nostro programma elettorale diversi temi dedicati alle donne e ai giovani, in cui crediamo e a cui chiediamo di avere coraggio, di non essere sfiduciati per la situazione economica e lavorativa: occorre reagire e lo faremo insieme! Per questo nel nostro programma non mancano iniziative mirate e pensate per loro, dallo studio, alla casa, alla nascita di microimprese con sostegni, all’inserimento nel mondo del lavoro”. La parola è poi passata all’ospite illustre, che subito ha conquistato i presenti. “Sono colpita da questa folta presenza. Ci tenevo particolarmente ad essere qui per Laura, per Franco Renzetti e per tutti i ragazzi della Giovane Italia – ha esordito Giorgia Meloni – Laura rappresenta l’anima bella della politica. Oggi si parla di politica forse nella stagione massima dell’antipolitica. Si commette l’errore di confondere i politici con la politica. Si fa qualunquismo ed è estremamente pericoloso. L’indignazione cui assistiamo oggi se rimane tale, è fine a se stessa. Diventa inutile. Se dà invece vita a qualcosa di buono, nuovo, utile, ecco che allora diventa costruttiva e indispensabile. Io per esempio ho iniziato a fare politica nel pieno periodo di Tangentopoli, nell’epoca delle stragi di Borsellino e Falcone. Ho iniziato a fare politica proprio perché mossa da questo senso di antipolitica, cui però bisogna dare risposte, non ci si può fermare lì. Oggi forse possiamo avere dei politici che non ci piacciono, ma la politica rimane alla fine l’unico strumento per far sì che l’indignazione sia l’inizio di qualcosa. Lo diceva anche Sant’Agostino! Per decidere che si vuole costruire una realtà diversa, occorre scegliere la strada del rimboccarsi le maniche. Oggi c’è qui accanto a me una persona come Laura che sceglie di rispondere, in un tempo difficile come questo, dandosi da fare, realizzando qualosa di concreto che possa cambiare la vita della gente. E che sceglie di farlo sulla base di una visione del mondo e di alcuni valori condivisi”. Tambureggiante, determinata e decisamente convincente, l’ex ministro ha poi proseguito nella sua analisi del mondo giovani, del resto argomento del proprio ultimo libro. “In questi anni ho visto tanti giovani e credo che siano la parte migliore della società italiana. Certo occorre anche che la classe politica si debba rifondare, per meglio dialogare con il popolo italiano, perché ci son da cambiare molte cose. Ma proprio in una scelta di cambiamento i giovani sono fondamentali. Noi oggi paghiamo trent’anni di conduzione politica in cui il sistema pubblico è stato stipato più del dovuto. Per trent’anni si è consentito di mandare in pensione gente a 50 anni con l’80% dell’ultimo stipendio, mentre ora i giovani devono lavorare fino a 70 anni e andranno in pensione con il 40%. Per tanti anni nessuno ha fatto nulla, abbiamo dovuto noi nell’ultimo governo introdurre tante novità. Come ministero, pur senza portafoglio, abbiamo stanziato 300 milioni di euro per progetti di sostegno. Abbiamo introdotto il principio meritocratico, di cui ne trae vantaggio la stessa azienda che assume. I giovani non vogliono le raccomandazioni ma chiedono solo di avere un’opportunità”. Sommersa dagli applausi di una platea incantata dalla verve dell’onorevole, Giorgia Meloni ha poi concluso il proprio intervento testimoniando che: “E’ un tempo in cui il ruolo delle amministrazioni locali diventerà fondamentale per portare avanti progetti di rinnovamento pensati su una visione futura. Dobbiamo sapere che tipo di città avremo e quale Como vogliamo costruire. Dobbiamo impegnarci tutti a ricostruire il valore della politica. Questa campagna ha questo valore: riscoprire la straordinaria voglia di partecipazione dei comaschi. Laura oggi è il volto e il nome con cui un’intera identità, un’intera comunità si candida. Non vi chiedo di votarla ma di accompagnarla, di essere sempre con lei, camminando al suo fianco; questo è lo strumento migliore per raggiungere le piccole cose e avere quel senso di appartenenza, perché tutti siamo un anello della catena. Dobbiamo ripartire dal concetto di NOI, come diceva Giorgio Gaber”.

Il sostegno di Laura ai vertici del PDL: “Fatto tutto il possibile”

Anticipando alcuni degli spunti che saranno ripresi lunedì alle 13 in occasione della conferenza stampa di presentazione della lista, Laura Bordoli commenta le esternazioni domenicali di Sergio Gaddi. “E’ stato fatto tutto il possibile e ancora di più, per ricomporre la questione “Gaddi”. Possiamo dire con franchezza che la disponibilità del coordinatore provinciale del PDL, il senatore Alessio Butti, è stata ampia, ripetuta e decisamente volta a compattare il gruppo. Dall’altra parte ho invece notato solo interessi personali, ambizioni per posti e poltrone: non ho mai sentito Gaddi parlare di programmi per la città, obiettivi da raggiungere, ideali liberali e cattolici da valorizzare. E sì che di riunioni ce ne sono state parecchie…”.

 

E ora tutti al lavoro Laura, insieme! Laura sprona la squadra

Malgrado i ripetuti tentativi di messi in atto dal PdL locale e nazionale per trovare una soluzione che accontentasse la componente guidata da Sergio Gaddi, l’attuale assessore alla Cultura ha optato per adottare la politica “dell’asticella”, alzandola di volta in volta. Il PdL non aveva chiuso la lista proprio per consentire a Gaddi di poter esprimere la quota di competenza in termini di candidati. Inoltre, con l’accordo locale e nazionale, era stato garantito a Gaddi il ruolo di vice sindaco e la delega alla Cultura, oltre alla possibilità di concordare, in caso di vittoria un’adeguata rappresentanza. Ma l’asticella continuava a salire e così ha preteso di parlare di nomine, in perfetto stile “prima repubblica”, e di congressi che nulla hanno da spartire con una competizione elettorale comunale.

Morale: il PdL e Laura Bordoli, nella sua veste di candidata a sindaco, hanno deciso, dopo tre settimane di polemiche unilaterali sulla stampa, di pensare al futuro della città, alla compattezza del partito e alla qualità della lista. La trattativa è finita con l’amarezza di una constatazione: Gaddi qualora fosse stato sconfitto alle primarie, si era impegnato, sul suo onore e senza nulla pretendere in cambio, a sostenere Laura Bordoli. Se Laura Bordoli avesse perso le primarie si sarebbe messa lealmente al servizio del partito e del candidato sindaco. Il primo, dunque, non ha mantenuto fede all’impegno.

Interpellata al termine della lunga riunione, il candidato sindaco Laura Bordoli ha spiegato: “Adesso è necessario guardare avanti, nell’interesse della città e dei problemi aperti; con oggi inizia la vera campagna elettorale e mi auguro che d’ora in poi tutti lavorino nella stessa direzione. L’impegno preso con i comaschi era quello di cambiare e di fare squadra, per lavorare intensamente con tutte le forze sociali ed economiche per il rilancio di Como. Ora le premesse per farlo ci sono”. Anche sulle polemiche di queste giornate e sul patto per le Primarie, il candidato dimostra di avere le idee ben chiare.

“Ho mantenuto un profilo basso in queste settimane di polemiche proprio perché non fa parte del mio carattere creare tensioni che non favoriscono la fluidità del nostro lavoro. Mi spiace che una persona che reputavo di parola non abbia rispettato un impegno che reciprocicamente c’eravamo presi prima delle Primarie. Purtroppo Gaddi non si è mai fatto una ragione della sconfitta. Sono però  molto onorata del fatto che, in questi stessi giorni molto convulsi, tantissime amiche e donne comasche mi abbiano invece esortato e incoraggiato a proseguire con immutata determinazione”. 

 

 

Roma, riunione conclusa: sabato a Como si chiuderà la lista

Il candidato sindaco del PDL , Laura Bordoli nella riunione di questa sera, presso la sede nazionale del partito, a Roma, alla presenza dei coordinatori nazionali, regionale e provinciale, ha avanzato una proposta per riunire sotto il simbolo del PDL tutto il popolo della libertà. Sabato si terrà a Como, nella sede locale del coordinamento, una riunione per definire la proposta del candidato sindaco Laura Bordoli avallata dai coordinatori nazionali, regionale e provinciale e per definire i 32 nomi della lista.

All’incontro nella capitale, iniziato alle 18.30, erano presenti i coordinatori nazionali Verdini e La Russa, il coordinatore regionale Mantovani, il coordinatore provinciale Alessio Butti, il candidato sindaco Laura Bordoli, nominato dalle primarie, il candidato sconfitto nelle primarie, Sergio Gaddi, i consiglieri regionali Gianluca Rinaldin e Giorgio Pozzi.