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Le menzogne di Gaddi a La7: il sostegno degli altri candidati

“L’Infedele” è sbadato… Dando la possibilità a Sergio Gaddi, seppur a tarda ora e seppur in pochi istanti, di divulgare menzogne

“Le panzanate di Gaddi” su La7. Ora rischia la querela

Non è da tutti avere la faccia tosta di andare ospite all’interno di un programma tv nazionale e anche lì dar dimostrazione di non saper perdere.

Le verità di Laura: “Gaddi, che delusione”

Sorridente, dopo aver mantenuto per giorni il basso profilo sulla vicenda Sergio Gaddi, Laura Bordoli ha voluto cogliere l’occasione per esprimersi con grande serenità. “Durante le Primarie avevamo fatto capire che c’era voglia di cambiamento e di rinnovamento – ha esordito il candidato sindaco – Abbiamo voluto mantenere fede a questa precisa scelta, non deludendo i moltissimi comaschi che mi hanno sostenuto. A seguito dell’esito avremmo dovuto muoverci compatti ma così, purtroppo, non è stato. Io sono una persona che non presta il fianco a perdite di tempo e a polemiche, perchè non producono nulla per la città. E tanto più se sono infondate o strumentali. Ora che chiarezza è stata fatta, posso dire che la squadra è davvero compatta e davvero espressione di tutta la volontà del gruppo. Questa polemica, peraltro unilaterale, non la voleva nessuno di noi. Da domani penserò solo a quanto c’è da fare e mi impegnerò ancor di più per garantire un vero rinnovamento. La città di Como non può più aspettare”.

Rimane però la delusione personale. “Parlo di questa vicenda con il cuore in mano, anche per tutti quelli che mi hanno sin qui appoggiato e in questi giorni mi hanno trasmesso determinazione. Ne parlo con la schiettezza e la sincerità che mi contraddistinguono. Un uomo per definirsi tale deve accettare le proprie sconfitte e imparare da esse. Sono indignata dal comportamento di Gaddi così come lo sono le persone che hanno voluto mettersi in gioco insieme a me, i coordinatori locali, regionali e nazionali, ma anche tutti i cittadini. E’ stata una scelta obbligata ma coerente, non è accettabile che si arrivi al giorno prima della deposizione della lista a fare ricatti al partito e alla città. Dopo una competizione democratica come quella delle Primarie ci aspettavamo ben altro atteggiamento. Ora abbiamo fatto una scelta difficile, ma sicuramente fatta per la dignità delle persone e del partito. Non si poteva dar spazio a chi per interesse personali voleva solo il disfacimento del partito. Come possono i comaschi credere che una persona che non mantiene la parola data possa governare con trasparenza e con la diligenza del buon padre di famiglia la nostra città? Come si può aver fiducia di una persona che non dice la verità?”.

La sensibilità nei confronti di quanti fin dall’inizio, hanno creduto nel rinnovamento del centro destra, non poteva dunque essere messa in discussione. “Sono stata presente a molti incontri e riunioni insieme a Sergio Gaddi e in ogni occasione mi aspettavo che si parlasse di differenze di visioni su tematiche, progetti e programmi per la città. Invece il nulla: ho solo ascoltato richieste di seggiolini e garanzie per le proprie poltrone, anche in caso di eventuali conseguenze dell’attuale inchiesta sulle grandi mostre, pretendendo anche dai vertici nazionali firme su accordi scritti che violavano la dignità di ognuno di noi. Per ben tre volte La Russa e Verdini, vertici nazionali del PDL, si sono rifiutati di sottoscrivere qualsiasi documento, sostenendo che la loro parola ha un valore. Non potevamo, noi che abbiamo a cuore le sorti di Como, stare a guardare ed accettarle. Io mi sono messa a disposizione della città con onestà; la mia squadra e il partito che mi appoggia hanno fortemente voluto questo cambiamento: non potevamo deluderli. Mi sono messa in gioco per cambiare questo sistema da Prima Repubblica e da manuale Cencelli, non potevo tirarmi indietro, tanto più che ho la forza di un consenso espresso democraticamente a mio favore”.

E ora tutti al lavoro Laura, insieme! Laura sprona la squadra

Malgrado i ripetuti tentativi di messi in atto dal PdL locale e nazionale per trovare una soluzione che accontentasse la componente guidata da Sergio Gaddi, l’attuale assessore alla Cultura ha optato per adottare la politica “dell’asticella”, alzandola di volta in volta. Il PdL non aveva chiuso la lista proprio per consentire a Gaddi di poter esprimere la quota di competenza in termini di candidati. Inoltre, con l’accordo locale e nazionale, era stato garantito a Gaddi il ruolo di vice sindaco e la delega alla Cultura, oltre alla possibilità di concordare, in caso di vittoria un’adeguata rappresentanza. Ma l’asticella continuava a salire e così ha preteso di parlare di nomine, in perfetto stile “prima repubblica”, e di congressi che nulla hanno da spartire con una competizione elettorale comunale.

Morale: il PdL e Laura Bordoli, nella sua veste di candidata a sindaco, hanno deciso, dopo tre settimane di polemiche unilaterali sulla stampa, di pensare al futuro della città, alla compattezza del partito e alla qualità della lista. La trattativa è finita con l’amarezza di una constatazione: Gaddi qualora fosse stato sconfitto alle primarie, si era impegnato, sul suo onore e senza nulla pretendere in cambio, a sostenere Laura Bordoli. Se Laura Bordoli avesse perso le primarie si sarebbe messa lealmente al servizio del partito e del candidato sindaco. Il primo, dunque, non ha mantenuto fede all’impegno.

Interpellata al termine della lunga riunione, il candidato sindaco Laura Bordoli ha spiegato: “Adesso è necessario guardare avanti, nell’interesse della città e dei problemi aperti; con oggi inizia la vera campagna elettorale e mi auguro che d’ora in poi tutti lavorino nella stessa direzione. L’impegno preso con i comaschi era quello di cambiare e di fare squadra, per lavorare intensamente con tutte le forze sociali ed economiche per il rilancio di Como. Ora le premesse per farlo ci sono”. Anche sulle polemiche di queste giornate e sul patto per le Primarie, il candidato dimostra di avere le idee ben chiare.

“Ho mantenuto un profilo basso in queste settimane di polemiche proprio perché non fa parte del mio carattere creare tensioni che non favoriscono la fluidità del nostro lavoro. Mi spiace che una persona che reputavo di parola non abbia rispettato un impegno che reciprocicamente c’eravamo presi prima delle Primarie. Purtroppo Gaddi non si è mai fatto una ragione della sconfitta. Sono però  molto onorata del fatto che, in questi stessi giorni molto convulsi, tantissime amiche e donne comasche mi abbiano invece esortato e incoraggiato a proseguire con immutata determinazione”.